The Toy Box
martedì, 13 febb 07
Il pifferaio magico di larve e ombre segue i rintocchi di un orologio da taschino.
Pareti di fluido rosa, sono in una scatola di giocattoli. Sono una manifattura chimerica. Orfana di me stessa, parvenza di bambina patetica.
Cento volte riflessa da specchi spietati.
Spietato il tempo e le sue curve. Un coniglio bianco che ha fretta.
S e g u i m i
La scatola di giocattoli rotea come la Casa del Matto.
Non te ne andare.
Non ora. Non adesso, non in questa labile rosea luce. Non oltrepassare le pareti di questa scatola, non farti portar via dal tempo e le sue curve. Non in questo dicembre. Né ora, né mai. Se puoi, se vuoi.
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Vierge folle
mercoledì, 20 sett 06
Discordanze.
Ricordo un viaggio. Fili distesi a pelo d'acqua.
Ricordo parole.
Pulsazioni. Colorate, forse. Le tempie, battono. Pulsano all'unisono con i fiori sulle rocce che si dischiudono. La mia faccia, una mano a saggiarne la consistenza, ancora, solida, o liquida. Ormai non importa più.
Ricordo il tempo che passava. Che non mi attraversava.
Non faceva male, allora.
Adesso.
Mi uccide.
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Glass is Falling
domenica, 17 sett 06
Muse malade
Nessun legno per la mia fiamma.
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ThroughTheMirror
domenica, 27 agosto 06
Il re degli scacchi mi tiene la mano e io accarezzo in punta di dita il bianco e il nero e foglie di lavanda.
E correr via la vita che sarebbe dovuta essere bella.
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Desperate Hell
venerdì, 25 agosto 06
Eat my flesh
and drink my blood
tomorrow I'll be crucified
Eat my flesh
and drink my blood
tomorrow I'll cry
tomorrow I'll die
I solchi
[ c r u d e l i ]
delle
dita increspano [ c o m e l
' a c q u a ]
la pelle che
[ t r a s p a r e n t e ]
rimane mia
[ u n i c a ], oh, così
amata, barriera a quanto
[ d
' e s t a s i ]
resta tra
me [ d a r k e y e d a n g e
l ] e quel che ancora
[ a n c o r a ]
chiamo
[ b r a m o ] vita
E tu
mangia la mia carne
e bevi il mio sangue.
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lunedì, 21 agosto 06
La mano si muove, il corpo vaga. Tra quattro mura di buio rivestite. Fiaccole,
fiaccole, fiaccole.. qualcuno deve pur provvedere a rigenerare quelle tremule
fiamme. Eppur mi pare di non scorgere volto umano da un`eternità. Eccolo, il mio
scrittoio. Non ne ho coscienza, ma la mano ancor intorpidita si muove. Una
pergamena nuova, una piuma d`oca e dell`inchiostro. Pronto per me. Nessun
granello di polvere in una stanza che pur mi sembra vecchia di secoli. Preparata
da chi di me ha deciso di prendersi umbratile cura. Pulsano le tempie di quel
che fu alito di vita. Povera illusione. Il silenzio si scioglie in
incomprensibili bisbiglii. Sono io. E` la mia stessa voce che mi proviene da un
Altro Quando.
Morte. Sorella, amica, amante... spezza i miei legami.
Il N u l l a. Ancora.
Ove credo di trovarmi è un loco di ingannevoli raggi filtrati tra gli alberi. E
acqua, scorgo. Non limpida, nè putrida. L`elemento allo stato puro, prima che si
condensi in forma di pensiero.
Credo di esservi, ma non vi sono. Morirei, altrimenti. Se la mia pelle un tempo
pulsante fosse accarezzata dalla diurna aria.
Morirei.
Nel mio Altro Quando. Nella mia bara di vetro. Giaccio.
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senza data
Se aspettate la mia morte
non vedrete mai più la luce.
Se v'incuneate nel mio cuore
alla ricerca del segreto,
non vi basterà spaccarlo di picca,
né prosciugarmi il sangue,
per scoprirlo.
Se cercate la mia tomba,
cullate tra le vostre coltri
il Sogno del Pipistrello.
In limine,
datevi anima e corpo
ai miei denti d'acciaio.
Forse, allora, saprete
[ Gennaro Francione,
DomineDracula]
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